no già vecchio non avrebbe forsepiù satto altra opera simile a quella per la grandezza e finitezza digusto. Il buon Giovanni poi andòperfezionando in quel Monistero mol-te belle pitture, che nella Descri-zione dell'Escuriale in lingua Spa-gnuola rammentate si leggono; maben presto la morte il rapì in etàdi soli 40. anni con dispiacere diquel Monarca, il quale dopo solevadire, che miglior Pittore di lui adipignere nell' Escuriale non sareb-be venuto. Mancò egli nel 1572. eda' Poeti della Spagna fu compian-to, e celebrato con suoi versi, chestampati si vedono.GIO: FILIPPO CRESCIONE Napolita-no, e LEONARDO CASTELLANI suoCognato furono discepoli di MarcoCalabrese. Fiorirono nel 1542. Va-sari part. 3. lib. 2. fol. 234.GIO: FILIPPO CRISCUOLO da Gaetascolaro d'Andrea da Salerno, su va-lente Pittore, che nel 1570. lasciòin Napoli opere degne del suo pen-nello. Sarnelli fol. 91. GIO: ANGE-LO CRISCUOLO fu parimente buonPittore di quei tempi.GIO: FILIPPO LEMBEKE di Norimber-ga, discepolo di Giorgio Strauch,ed in Roma di Pietro Laer. Peressere di genio guerriero, attese adipignere battaglie campestri, arma-te navali, assalti, assedj di Città,e caccie. Sandrart fol. 386.GIO: FILIPPO PERISS, Architettocivile, e militare, e Statuario Er-bipolitano; nell'una e nell'altravirtù ben pratico, diede in Italiasondate pruove d'un alto sapere in-sieme con due suoi figliuoli. San-drart fol. 378.GIO: FILIPPO VAN-TIELEN da Mi-chelina, imparò a dipignere fioridal Padre Daniel Segers della Comp.di Gesù, ed in questo genere acqui-stò fama di valente Pittore. San-drart fol. 312.GIO: FRANCESCO BARBIERI, detto il
287Guercine, nacque l'anno 1590. inCento (Terra 20. miglia da Bolo-gna lontana.) Bambino nella cullaspaventato di notte tempo da im-provviso rumore, restò con l'occhiodiritto stravolto, e da ciò il Guer-cino fu detto. Non aveva compiu-ti i due lustri, che senza Maestrodipinse una Madonna nella facciatadella sua casa; questa primizia fucagione, che fosse posto in Casa diPaolo Zagnoni Pittore dozzinale inBologna, por del Cremonino; daquesto sgrossato, ritornò a Cento,ponendosi a compagnia con Bene-detto Gennari ordinario Pittore.Ammirando, e più d'una volta co-piando il bellissimo quadro di Lodo-vico Carracci, che sta nei PadriCappuccini della sua patria, giuròvolere tenere quella forte maniera,come in fatti seguì, tirando da Bo-logna i più rinomati Maestri a ve-dere l'opere sue, e da varie Cit-tà scolari ad imitarle: per questicompose un Libro d'occhi, di ma-ni, di teste, e di piedi, che inta-gliato da Oliviero Gatti, fu dedi-cato al Serenissimo di Mantova,con un quadro, che presentolli, ene ricevette in ricompensa il tito-lo di Cavaliere. Chiamato a Roma da Papa Gregorio XV. per di-pignere la Sala della Benedizionegli fu accordata col premio di 22.mila feudi, ma non sortì l'effettoper la morte del Pontefice, Nellavigna però Lodovisia fece moltifreschi, ed ament paesi; in S. Pie-tro Vaticano il terribile quadro-ne della S. Petronilla; in S. Gri-sogono quel Santo portato in glo-ria dagli Angeli, ed altre operazio-ni. Ritornato a Cento, a Bologna,a Reggio, in Piacenza, ed in Mo-dona, con maniera più dolce tinserami, tele, muri, e cupole: ricu-sò gl' inviti, e larghe provvisionidei Re di Francia, d'Inghilterrae della Regina di Svezia, la qua-