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Abecedario Pittorico : Contenente Le Notizie De' Professori Di Pittura, Scoltura, Ed Architettura
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286to Giuliano Gardeyn, e profes- la pittura sotto Cornelio de Bey;dilettossi maneggiare i colori a fre-sco, esprimendo paesi, dirupi, lon-tananze, e tugurj pastorali, intro-ducendovi buoi, pecore, cavalli, efigure incomparabilmente atteggia-te: dipinse ancora a olio storie, eritratti, fra i quali colpì viva-mente quello dell' Elettore di Ma-gonza, che oltre il prezzo, ne ri-portò ancora in dono una Cate-na d'oro, coll' impronto in granmedaglia impresso. Sandrart fol.390.GIO: ENRICO SCHENEFELD Augusta-no, nato l'anno 1619. da NobiliParenti, studiò la pittura da Gio:Sichelbeino, e nel giro per le prin-cipali Città della Germania, osser-vando le manifatture de' più insigniMaestri, celebre Pittore divenne.Passò a Roma, dove per la cogni-zione, che aveva del disegno, e dequadri, fu cortesamente accolto nelPalagio Orsini [famoso Emporiode' Virtuosi.] In Roma dunque, inMonaco, in Lione, in Salisburgoe quasi per tutta la Germania sinoalla vecchiaja dipinse sempre con laforza, ed energia medesima. San-drart fol. 324.GIO: ERASMO QUELLINO d'Anversa,discepolo, e figlio d'Erasmo celebrePittore, ed Architetto: entrato alpossesso delle virtù paterne, in iscul-tura, in architettura, ed in pittu-ra, diede saggi del suo sollevato in-tendimento in Venezia, in Roma,in Firenze, ed in Vienna; fiorì nelsecolo scorso. Sandrart fol. 381.GIO: ERMANO LIGOzzi, ebbe famadi buon Pittore in Verona circa glianni 1570. In detta Città nella Chie-sa de' SS. Appostoli fece la Tavoladel Santissimo Nome di Gesù, edaltre Tavole per altri paesi. Pozzia cart. 66.GIO: FEDERICO GREUTER d'Argenti-na, figlio, e scolaro di Matteo, che

morì in Roma l'anno 1638. nell'in-taglio al bulino superò il padre, elsu così caro al Cav. Lanfranchi,che volle gran parte dell'opere sueintagliate da questo Valentuomo.Bagtioni fol. 399.GIO: FERNANDES DI NAVARETTE,Pittore Spagnuolo, detto comune-mente il Muto, per essere nato, evissuto tale, mostrò un talento cosìparticolare nella Pittura, che Ti-ziano, quando fu nelle Spagne, lovolle alla sua scuola, e seco in Ita-lia il condusse, facendogli vedereRoma, Firenze, e Parma, perchèsempre più nella professione progres-si facesse, come in fatti avvenne.Perciocchè arrivata la fama del suosapere a Filippo II. chiamar lo fe-ce, perchè nell'Escuriale molte operedipingesse a competenza de' Pittoripiù accreditati. Nel qual tempoessendo colà capitata la famosa Ce-na di Tiziano, da porsi nel Reffet-torio di quel Regio Monastero, eper isbaglio preso nelle misure, tro-vandosi essere più grande del sito,cui doveva coprire, il Re ordinòche tagliar si dovesse. Avendo ilMuto compreso un tal ordine, gettossi a piedi di Sua Maestà, e concenni e gesti esprimendogli il dan-no, che con il taglio a quell'ope-ra ne verrebbe, ed offerendosi essoa farne una copia da riporre nekReflettorio, lo supplicò a voler conservar intera l'opera di Tiziano,trasportandola in altro luogo. Mail Re, cui l'istanza del buon Mutopiena di stima e di zelo per il suoTiziano eragli talmente piaciuta,che in quell' istante il creò Cavalie-re, e d'indi in poi ogni maggiorpiacere gli fece, esaudire però nolvolle, e comandò, che il quadrotagliato fosse, il che con poco pre-giudizio si eseguì, e nel destinatoluogo si riponesse, giudicando, checon tal opera quel Reffettorio si sa-rebbe reso immortale, e che Tizia-