Alessandro Bonvicini, detto il Mo-retto: non mancò farsi conoscerenei quadri storiati, ma molto piùnei ritratti, onde soleva dire Ti-ziano ai Rettori, che da Veneziapartivano per i governi di Berga-mo, che se bramavano il loro, enaturale ritratto, se lo facessero di-pignere dal Moroni. Morì in etàvirile l'anno 1578. e vive esaltatodalla dotta penna d'Achille Muzionel suo Teatro di Bergamo. Ridolfipar. 1. fol. 131. (a).GIO: BATISTA NOVELLO, Citta-dino di Castelfranco, apprese la Pit-tura da Giacomo Palma il giovine,e benchè per guadagno non dipin-gesse, per sè, e per 1 suoi amici inlodevole forma dipinse, e fu Maestro di Pietro Damini pittore di sti-ma. Ridolfi nella vita del Daminipar. 2. a car. 248.GIO: BATISTA OSSANA allievo diGiulio Cesare Procaccini: i suoi di-pinti sono nella Città di Milanoe particolarmente nelle Chiese di S.Eufemia, di S. Alessandro, e delGiardino. Torre fol. 300.GIO: BATISTA OUDRY nato a Parigi 17. Marzo 1686. figlio di Pitto-re, che diedegli i primi lumi, edelementi del disegno: nell'anno 17di sua età si trattenne per nove me-si sotto il Signor Serra Pittore delRe, e dell'Accademia stabilita inMarsilia, ove volle condurlo, maricusò, per farsi scolaro del famo-so Niccolò Delargilliere, presso cuistudiò cinque anni, e dopo fece stu-dj diversi sopra l'opere dipinte dalRubens nel Palagio di Lucem-burgo. Non cessa dal dipigneredal naturale ritratti, istorie, frut-ti, fiori, animali, e paesi. Ilsuo Maestro alli 26. Giugno 1717.lo presentò all' Accademia Realedove fu accolto a riguardo dei ſuoidiversi talenti, e delle opere sue sì(a) Di Lui ha S. Maestà un ritratto
279degnamente plansibili: Resta intantoincaricato dall' Accademia, in oc-casione della sua accettazione, arappresentare l'Abbondanza, e vitravaglia attualmente, soggetto va-stissimo per tutte le qualita miglio-ri della natura, e nel quale l'uni-versale suo talento si soddisfa, eriesce. M. S.GIO: BATISTA PAGGI Nobile Geno-vese, Sino da fanciullo tra lo stu-dio dell'arti cavalleresche, e libera-li intrecciò l'ore oziose con model-lare di cera, o di creta, disegnarefigure, vedute, e paesi: crebbe ilpassatempo in costante risoluzionedalla quale per rimoverlo il Padre,l'applicò all'aritmetica, alla musi-ca, ed al suono, ed in fatti nell'al-gebra, nel canto, e nel leuto per-fetto divenne. Congli anni s'avan-zò il desio alla pittura, e quantun-que con minaccie gli ostasse il Ge-nitore, pure alle suppliche dellaMadre, ottenne l'intento. Non sa-peva per anco stemperare i colori,quando introdotto da certo amicoa vedere il ritratto, che facevagliun certo Pittore, ma poco somi-gliante, sdegnato il Paggi, vantos-si, che l'averebbe egli meglio col-pito, se avesse posseduto il maneggio delle mischie dei colori: si ven-ne alla prova, e con istupore diranti Pittori riuscì mirabilmente etfigiato; condusse senza Maestro qua-dri diversi, che tirarono l'ammirazione a contemplarli. Successe in-tanto, che per certo dipinto essen-dogli perduto il rispetto da un Mer-catante, che lo caricò d'uno schiaf-fo, l'uccise, e di volo fuggì a Fi-renze, dove ricevette singolari ono-ri da quei Serenissimi Mecenati deiVirtuosi, Francesco, e Ferdinando.Dopo 20. anni richiamato dal ban-do, partì regalato dal Duca Ferdi-nando dell'anello prezioso, che era