268te, che per le carte vergate d'ain-chiostro, avendo dato alle stampetre Libri in un Tomo in quarto in-titolato: Veri Precetti della Pittu-ra, stampati in Ravenna l'anno1587.§ GIO: BATISTA AVENARIA, nato inBergamo, non si sa da chi abbiaappreso la Pittura; si sa bene chein S. Francesco di detta Città dipinsein una Capella con artificioso scor-cio. Ridolfi par. pr. a car. 133.GIO: BATISTA BAGNACAVALLO figlio,e scolaro di Bartolomeo Ramenghi,detto il Bagnacazallo, ajutò il Padre nella Cancellaria di Romaterminata in cento giorni, ed alPrimaticcio, ed al Rossi nelle Gal-lerie di Francia. Questo Valentuo-mo è celebrato dal Vasari, onoratoda Agostino Carracci, che intagliòuna dell'opere sue, lodato dal Bal-di, e dal Cavazzone, decantato dalBumaldi, e con espressa memoriaregistrato nel catalogo dei Bologne-si Pittori, per avere difeso, e prestato somma riguardevole di dana-ro a quell'Accademia, per la litecontro le quattro Arti, e però fueletto dei trenta del Consiglio, di-chiarato Stimatore pubblico, e fi-nalmente nel 1575. creato Massaro.Malvasia par. 2. fol. 141.GIO: BATISTA BAJARDO GenovesePittore aggiustato di componimento, corretto di contorno, dolce, edameno di colorito, fu molto ricercato in pubblico, ed in privato.Nacque in miseria, ma con l'opere sue, nel tempo del contagio del1657. morì in fortuna. Soprani fol.210.GIO: BATISTA BARBIANI di Raven-na dipinse le due tavole, che sonoagli Altari di S. Andrea, e di S.Gioseffo nella Chiesa di S. France-sco di quella Città, e sono le co-se migliori, che uscissero dai suoipennelli. Fabri fol. 156.§ GIO: BATISTA BARCA, nato in Man-
tova, portatosi giovinetto a Ve-rona studiò ivi la Pittura, per cuitalmente si distinse, che meritò diesser dichiarato Cavaliere. Fissòsua stanza in Verona, ove lavoròsì in pubblico che in privato. Fio-riva circa il 1650. Pozzo a car. 170.GIO: BATISTA BEINASCHI Piemonte-se scolaro di Monsù Spirito, poi inRoma di Pietro dal Pò, disegnòopere del Lanfranchi, e tanto pos-sesso pigliò di quella maniera, chemolte opere sue passarono per ma-no di quel gran Maestro: fu dise-gnatore feracissimo, d'idea grandevasto d'invenzione, spedito, e ri-soluto; Roma godette dell' operesue sino all' anno 1690. che fu il54. di sua età, in cui morì; lasciòAngela la figlia addestrata nel fareritratti, e copiare l'opere sue, co-me di presente si vede. Mori Ca-valiere.GIO: BATISTA BELLOTTI, Fittor Ve-ronese, ne suoi primi anni appreseil disegno da Andrea Voltolini, emandato dal Padre a Venezia nel-la scuola di Antonio Belluzzi sipersezionò nel colorito. Ritornatoin patria aprì ſcuola, e con applau-so operò nelle Chiese, e per priva-te persone, e per altre Città. Vivein Patria agiato e facoltoso.GIO: BATISTA BELLUCCI nacque in S.Marino l'anno 1506. attese per mol-to tempo alla mercatura; servì diCameriere il Contestabile in Roma,poi passò alle seconde nozze con lafiglia di Girolamo, Genga famosoPittore, ed Architetto d'Urbino:sotto di questi, benchè in età adul-ta, tanto studiò il disegno, e l'ar-chitettura, che servì il Duca Cosi-mo di Toscana col terminare laFortezza di Pistoja; rinforzare i Ba-loardi di Pisa, e ristaurare le for-bici, e mura di Firenze: con questooccasione scrisse zun Libro di Forti-ficazione. Nella guerra di MonteAlcino fu ferito d'archibugiata. In-