236con franchezza, con intendimentoe con grazia, operò come se fussestato in verde età. Della nobiltàdei suoi Antenati ne parlano le sto-rie di Cremona, e Mantova in unalapida sepolcrale di Carlo Nuvolo-ne, sepolto in S. Andrea l'anno1559. M. S.GIOSEFFO ORSONI nato in Bolognal'anno 1692. Studiò sotto Domeni-co Vianni il disegno, e le figurema per un genio singolare all'ar-chitettura teatrale diedesi ad osser-vare quelle dei primi Maestri, poidiretto da Pompeo Aldrovandi ap-plicó totalmente a quella, onde neiTeatri di Genova, di Bologna re-plicatamente, e di Lucca ha mo-strato il suo vivace, e spiritoso ta-lento.GIOSEFFO PALMIERI, Pittor Geno-vese, per la sua grande abilità nelmaneggio dei pennelli meritò diessere annoverato tra i più eccel-lenti pittori non solo del suo paese, ma dell'Europa. Fu assai fran-co nell'operare, facile nelle inven-zioni, e felice nell'accordo ed ar-monia delle tinte. Morì circa glianni 1736. in Genova sua patriae lasciò afflitta una numerosa fa-migliaGIOSEFFO PASSARI è nato in Romal'anno 1654. Geniale del disegno,ebbe per Maestro Carlo Maratti;e tale fu il profitto, che colorì di-ligenti, ed ameni quadri in diversiTempj. A concorrenza del Ghezzi,del Saiter, del Baldi, e del Parc-di, colorì il Moisè sopra il Pulpi-to della Chiesa Nuova, in cui mo-strò il suo valore, ed in altri luo-ghi. Morì in Roma a dì 7. No-vembre 1715. dopo aver dipintonella Basilica Vaticana un quadro.GIOSEFFO PIAMONTINI Scultore nac-que in Firenze l'anno 1664. fu sco-laro di Gio. Battista Foggini: daS.A. R. fu mandato a Roma peristudiare l'antico sotto la direzione
di Ercole Ferrata, ed in breve tem-po fu notabile il profitto di lui:dopo chiamato alla Patria dal GrauDuca gli furono assegnate stanze,e provvisione. Datosi dunque ai la-vori in marmo, fece statue diver-se, gruppi di figure, e bassi rilieviper le principali Chiese, e Palagi.Per oltramontani Personaggi poi hatravagliato in bronzo, per formaregruppi di figure, e bassi rilievi,che sono stati sommamente gradi-ti: Egli ha una singolare intelligen-za nel far conoscere il più difficiledell'arte ridotto a perfezione, consicuro disegno, e con pastosa tene-rezza: per questa strada conduceGio: Batista suo figlio maggioreed Antonio Montauti suo scolaro.i quali danno speranza di non riu-scire inferiori al Maestro.GIOSEFFO PINACCI nacque in Sienal'anno 1642. applicato dai Parentialle buone lettere, fu scoperto d'in-clinazione più forte al disegno, elo posero sotto Livio Meus. Capi-tato poi in quella Città GiacomoCortesi, detto il Borgognone dalleBattaglie, si sentì guidare dal ge-nio allo studio di quelle: passò poia Roma, dove fu provveduto d'o-norevoli impieghi: addestrata la ma-no a fare ritratti, dipinse tanto alnaturale quello del Marchese delCarpio, che meritò di servire perle stampe. Dichiarato Vice-Rè diNapoli il Marchese suddetto, secolo volle in qualità di Gentiluomo,e per servigio delle Altezze Sere-nissime di Toscana ivi lo mandòe dipinse alcune battaglie, e ritrat-ti, ritornò a Napoli sino alla mor-te del Vice-Rè. Fece ritorno a Fi-renze, dove godè la protezione delSerenissimo Gran Principe, e lavoròopere diverse. Tra le altre doti delPinacci quella è rimarcabile, di a-vere una perfettissima intelligenzanel conoscere gli Autori delle pit-ture, e nel restaurare i quadri per-duti,