desiderò i paesi di questo valentuo-mo, per farvi poi esso in quelli lelue figure. In età di anni 60. cir-ca morì nel 1656. e le opere di luisono in grandissima stima. Vedinela vita nel Palomino a car. 315.FRANCESCO COMI, detto il Forne-retto, nato muto in Verona, danaturale istinto portato alla pittu-ra, nella scuola di Alessandro Mar-chesini fece tali progressi, che in-dussero i Genitori a mandarlo aBologna alla scuola di Gian-Giusep-pe dal Sole, colle istruzioni ed am-maestramenti di cui buon pittoredivenne, e ritornato alla patria talesi fece scorgere nei saggi dati diſua perizia e ſapere.FRANCESCO CORREGGIO Bolognese,scolaro del Gessi, dipinse in S. Ma-ria dei Servi due tavole, con laMadonna, con S. Luca, e con al-tri Santi; fiorì nel 1652. Masinifol. 623.FRANCESCO COUDRAY Scultore, na-to in Villaert, presso Parigi, donòuna Figura di S. Sebastiano di mar-mo all'Accademia, quando fu rice-vuto il dì 30. Aprile 1712.FRANCESCO COzza Palermitano, fuscolaro del Domenichino in Romadove dipinse opere varie a olio, eda fresco sul gusto del Maestro: sitrova scritto fra gli Accademici Ro-mani l'anno 1650. Pascoli tom. 2. acart. 65.FRANCESCO CRABETH, discepolo, eimitatore di Luca di Ollanda, ri-cordato dal Baldinucci nel Secolo 4.fol. 305. Visse sino all'anno 1548.FRANCESCO CURADI, discepolo diBattista Naldini, nacque in Firen-ze l'anno 1570. addestrata la manoal pennello, spendeva il tempo indipignere sacre tavole, molte dellequali si vedono con sommo dilettodegli Intendenti nelle pubbliche Chie-se della sua Patria, in particolarene' PP. Gesuiti, dove se ne ammi-rano tre, fra le quali il S. Francesco
185Saverio è degno d'esser notato peruna delle belle sue opere: lavoravad'anni 91. Era Cavaliere. M. S.FRANCESCO CURIA Pittor Napole-tano, descritto nel Catalogo de Pittori di Napoli, dove dicesi averfatto molti quadri per le Chiese diquella Città con istile e manieracommendabile. E' incerto in qualtempo fiorisse.FRANCESCO DA CASTELLO, venne dal-la Fiandra a Roma con qualcheprincipio di pittura: s'andò perfe-zionando in quella gran scuola, si-noattantochè si diede fuori con bel-lissime miniature, e quadri in gran-de per la Spagna. Visse anni 80.e mancò nel Ponteficato di Clemen-te VIII. Lasciò due figli, cioè Pie-tro Dottore di Medicina, e pubbli-co Lettore in Palermo, dove diedealle stampe varj Libri dell'arte sua.Michele l'altro, che nelle miniatu-re si portò molto bene, ma d'anni48. morì nel 1636. sepolto in SanBiagio di Roma. Baglioni sol. 86.FRANCESCO DA COTIGNOLA, dopola morte di Rondinello da Raven-na, restò in quella Città primarioPittore; ed in fatti per tutte leChiese si vede qualche lavoro di suamano: sebbene non arrivò al dise-gno di Rondinello, colorì però piùvago: fu sepolto in S. Apollinaredove l'Altar maggiore, e due late-rali furono da lui dipinti. Vasaripart. 3. lib. 1. fol. 249.FRANCESCO DAL PRATO da Caravag-gio, Orefice, Maestro di tarsia, Fonditore di bronzo, e Pittore nomina-to dal Vasari part. 3. lib. 2. fol. 94.per l'opere, che lavorò in Firenze;e dall'Averoldi fol. 102. per lo Spo-salizio di M. V. con S. Gioseffodipinto nella Chiesa di S. Francescodi Brescia l'anno 1547.FRANCESCO D HERRERA, il vec-chio, scolaro di Francesco Pache-co, su non solo stimato Pittore, mabuon Architetto, e fonditore di bron-