fesso ed infaticabile era nello stu-dio, e nel lavoro, di soli anni 36.di vita mancò nell' anno 1655. nonsenza grave dispiciacere degli ama-tori dell'arte. Palomino a cart. 267.DIECO VELASQUEZ de Silva, natu-rale di Siviglia, Cavaliere dell'or-dine di S. Jago, e di Camera delRe di Spagna, e Principe de' Pittori Spagnuoli, nacque l'anno 1594.da illustri Genitori, e nella primaetà mostrando inclinazione alla pit-tura, al vecchio Herera fu data lacura di ammaestrarlo nella pitturail quale avvegnacchè di tempera-mento fosse non solo rigido, ma ru-vido, e rozzo, pure attesa l'indoledocile e costumata del giovane, congrande affabilità ed amore lo istruì;e vedendolo voglioso di più avan-zarsi nella cognizione, lo consigliòa mettersi nella scuola di FrancescoPacheco, che in quel tempo per unode' primi Pittori di Spagna spaccia-vasi. In casa del quale facendosi Ac-cademia aperta del nudo, Velasquezfrequentandola fece grandi progressi,e divenne uno de' migliori discepo-li sì nel co'orito, che nel disegnoCominciò dal dipingere animali, frutti, e paesaggi dal naturale; indiandando innanzi fece ritratti, figu-re, ed istorie con applauso degli in-tendenti. Fece in sua gioventù unquadro con un vecchio, che porgeda bere ad un giovane, con taleintendimento di disegno, e così bencolorito, che fu comperato per or-dine del Re, e posto nel Palazzodi Buonritiro tra le altre preziosepitture, ove tuttora si vede. Ani-mato da così felice principio, si ap-plicò a studiare il disegno della scuo-la di Roma, e il colorito Venezia-no, che l hanno poi condotto a quel-la perfezione, che nelle opere di luimeritamente s'ammira, e che dallepenne più erudite di quel tempo inprosa ed in verso su degnamente en-comiata. Arrivato colà Pietro Pau-
141lo Rubens in qualità di Ambascia-tore del Re d'Inghilterra, e col Ve-lasquez in istretta amicizia e con-fidenza legatosi, diè chiaro a divedere la stima, che di esso facevaPortatosi per ordine del Re in Italia per fare acquisto di Statue, ePitture, e fermatosi in Venezia,dove diceva di aver trovato la ve-ra minera della pittura; copiò lacrocifissione di Cristo, grande e ce-leberrima opera di Tintoretto, po-sta nella Scuola di S. Rocco, equella al Re suo Signore con altripreziosi quadri volle di sua manpresentare. Di là partitosi alla vol-ta di Roma, nel suo passaggio perFerrara fu graziosamente accolto, eonorificamente trattato dall'Eminen-tissimo Sacchetti, che ivi per la S.Sede risiedeva Legato. Pervenuto aRoma dall' Eminentiss Barberini fualloggiato nel Palazzo Pontificioed onorato di carrozza e tavola,ed allora fu che disegnò tutte leopere di Raffaello, il Giudizio uni-versale di Michelangelo, e le piùrare pitture dei più rinomati Mae-stri. Oltre ciò fece molti ritratti diCardinali, e Principi, espezialmen-te quello della Regina di Ungheria,per cui il credito e riputazione ol-tre modo si accrebbe. Ritornato inIspagna, e ricevuto dal Re con se-gni di particolare stima, fu creatoAjutante di Camera, e Cavalieredella Chiave d'oro. Indi seguendoS. Maestà, passò in Aragona, dovesece molti bellissimi ritratti di Da-me e Signori, e ritornato col Re aMadrid, dopo pochi mesi fu di nuo-vo rimandato in Italia, dove altriritratti fece di grandi Personaggi,i quali tutti e per la sua virtù, edavendo riguardo alla protezione, dicui godeva, come se stato fosse unGrande di Spagna, a gara onora-ronlo. Ricolmo di onori, e di ri-chezze ritornò a Madrid, ed in etàd'anni 66. nel 1660. morì, e fu se-