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Abecedario Pittorico : Contenente Le Notizie De' Professori Di Pittura, Scoltura, Ed Architettura
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121nio al grottesco, ed all'arabescodere nel Catino della Cupola magche intrecciato con agnoletti, e sati-giore di S. Pietro di Bologna: riu-retti francamente: dipigneva: lavo-sci poi anco l'Aretusi così pratico quadri d'Altare: accasato in Ma-nei ritratti, con una tinta così ve-cerata, ivi morì circa il 1615. Ba-ra, e Correggesca, che sembravancglioni sol. 167.di carne; alcuno mai copiò beneCESARE CORTI, o da Corte, nacquel'opere del Correggio di questi,in Genova l'anno 1554. da Valerioonde molte ne passarono oltre i mo-Cort, che nel disegno gli fu Maetivi per originali; quanto più fustro: Nella Filosofia, nella Specu-fortunato in Parma, altrettanto silativa, e nella Poesia superò tuttisfortunato in Ferrara. Fiorì neli suoi condiscepoli, e nel colorire1590. Malvusia par. 2. fol. 331.il Padre. In Francia, ed in Inghil-CESARE BAGLIONI Bolognese imparòterra, come Pittore su teneramen-da suo Padre ordinario Pittore,te accolto. In Toscana, come In-da divenne quadratorista, figurigegnero da guerra, sommamentesta, Pittore di fiori, di frutti, diambito. In Genova, come perfettoprospettive, d'animali a fresco, e ain ogni virtù, ansiosamente sospi-olio, il tutto con franca risoluzio-rato; ma che? mentre onorato, ene, e speditezza compiutamente ter-stimato da ogni uno godeva in Pa-minato. Studiò singolarmente il mo-tria tranquilla la quiete; datosi ado di fare paesi, battè bene le fra-leggere libri superstiziosi, e danna-sche, e trovò belli siti, strade, eti, fu carcerato nel Santo Tribunalepiani. Ogni uno gradiva praticarlodell' Inquisizione, dove scontentoperchè era di somma bontà, e diterminò la vita; restò dopo di luiallegia: sonava la Lira improvisiDavid il figlio nella pittura perito.sandovi sopra spiritose canzoni: conSoprani fol. 67.una mano toccava il flauto, con laCESARE DALLE NINFE Veneziano, ca-altra pigneva. Chiamato a Parmapriccioso, e pronto nell' esprimereper lavorare in Corte, bisognando-i suoi pensieri, seguendo lo stile delgli nell'opera guglie, colossei, edTintoretto; dipigneva per lo più aanticaglie, principiò il lavoro, indifresco con altri Pittori. Pattuito persenza fare motto alcuno, in pianeldieci ducati di fare una Nunziatale, e biretto andò a Roma per ve-a olio, che sta sopra una delle Porderle dal vero, Scherzò assai coite di S. Faustino, la compì con fran-Caracci, e passarono fra di lorochezza, e con vaga maniera in ungustosissime burle; finalmente stan-giorno. Ridolfi par. 2. fol. 77.cato da tante fatiche trovò gli ul-CESARE DANDINI Pittore Fiorentino,timi riposi in Parma, circa il 1590.scolaro del Cav. Curradi, del Passi-Malvisia par. 3. fol. 340.gnano, e di Cristofano Allori, eb-CESARE CESARIANI Milanese bravobe maniera assai vaga, finita, e cor-Geometra, Architetto, e Pittore,retta: si vedono per le Chiese dicomentò Vitruvio, e disperato di nonVolterra, e di sua Patria molte bel-averne ricevuto quella mercede, chele tavole d'Altare, particolarmen-sperava, morì più da bestia, chete nella Chiesa della Santissima Nun-da Uomo. Vasari par. 3. lib. 1.ziata. M. S.f.l. 34.CESARE CONTI d' Ancona fratello di CESARE DA SESTO, detto Cesare daMilano, fu il migliore discepolo diVincenzio ambedue Pittori; prati-Leonardo da Vinci, riusci graziosis- in Roma con i Pittori di Gre-simo figurista, ed erudito compo-goro XIII. e di Sisto V. ebbe ge-nitore,