di lui. Nè soltanto operò per laCittà di Lisbona, ma per le Città ditutto il Regno, e per quelle ezian-dio del Brasile. Ad onta della pre-stezza, con cui son dipinti, scorgesine quadri di lui un non so che, chedà gusto, ed un fresco e vago co-lorito; ed alcuni quadri della suaprima maniera dagli intendenti edai professori sono riputati per buo-ni; tra i quali certamente annovera-re e stimare si debbono quelli dalui dipinti in Lisbona nel Claustrodel Carmine dei Padri del Riscattodegli Schiavi. Se questo Pittore a-vesse veduto l'Italia, e più aggiu-stato e diligente fosse stato ne' con-torni, chiunque di sua nazione glisarebbe restato addietro. Vivea ne-gli anni 1680.BENOzzo GOzzOLI Pittore Fiorenti-no, fu copioso in figure, in anima-li, in prospettive, in paesi, in ri-tratti, ed in ornamenti; dipinse inFirenze, in Roma, in Siena, in Pi-sa, ed in altri luoghi: su scolarodel Beato Gio: da Fiesoli; terminòla vita in Pisa d'anni 78. nel 1478.Vasari part. 2. sel. 212. Borghinifol. 336.BENVENUTO CELLINI Cittadino Fio-rentino, in tempo di sua gioventùattese con tanto genio all'arte dell'Orefice, che non ebbe pari nelle le-gature delle gioje, nel fondere me-daglie, nel formare bellissime figu-rine di tondo, e di basso rilievo,ed in ogni altra coſa più maravi-gliosa in quell' arte. Servì in mani-fatture d'oro, d'argento, e di me-tallo, in Medaglie Papali, e conper la Zecca Clemente VII. il qua-le largamente lo rimunerò. Altret-tanto fece in Firenze per il DucaAlessandro: Passato poi allo scolpi-re in marmo, e lavorare di getto,fu stimato in Parigi da Francesco I.per il quale lavoro molte cose d'o-ro, d'argento, e di metallo. Ritor-nato in Patria servì Cosimo I. e
principalmente fece il Perseo di me-tallo, che taglia la testa a Medu-sa, attorniato da varie figurine,si vede, con ammirazione, nellaPiazza, detta del Duca. Per la Ca-pella del Palagio dei Pitti fece ilbellissimo Crocefisso di marmo, tut-to tondo al naturale, ed altre ope-re, che posero in gravissima sugge-zione, ed invidiosa competenza Bac-cio Bandinelli, Bartolameo Amman-nati, ed altri Scultori. Lavorò Ben-venuto non solo con gli scarpelli,ma ancora con la penna: scrisse unbel Libro intorno all'Oreficeria, eall'arte della Scultura in marmo,e in bronzo, lo presentò al Cardi-nale Ferdinando dei Medici, che poifu gran Duca; ed ora trovasi pres-so il Cavaliere Antonio FrancescoMarmi eruditissimo Amatore dellebuone Arti: questo Libro poi fu da-to alle Stampe in Firenze, l'anno1568. Scrisse ancora la propria vi-ta in un gran Volume, e questo siè conservato lungo tempo presso glieredi del fu Andrea Cavalcanti dichiara memoria, ed altre cose, col-le quali finì gloriosamente la vita.Il qual Volume è stato poi datoalle Stampe a spese del celebre Mu-sico Bernestat. Vasari par. 3. lib. 1.fol. 444. lib. 2. fol. 383.BENVENUTO da GAROFALO, dettoTisio Ferrarese, fu scolaro di Do-menico Lanetti; in Cremona di Boc-cacino; in Roma di Gio: Baldini;ed in Mantova di Lorenzo Costa.Nel quinto lustro ritornò a Roma,e vedendo l'opere di Raffaello, edel Buonaroti, prese in abborrimentola seccagine dei suoi cotanto stu-diati Maestri, e per due anni stu-diando con assiduità quei belli di-pinti, migliorò in tal maniera ilgusto, che l'opere sue rendonoestatica la dilettazione, se bene ri-guarda la disposizione, le attitudi-ni, il forte, ameno, e pastoso colo-rito, il sicuro contorno, ed il tut-