LIBRO SESTO.Quanta sarà ne' secoli futuriLa gloria nostra: quanti, e quai nepotiDe la dardania prole a nascer hanno;E quante del mio sangue anime illustriSorgeranno in Italia. Indi a te conteLe tue fortune, e i tuoi fati ſaranno.Vedi colà quel giovinetto ardito,Che su quell'asta pura il braccio appoggia?Quegli a la luce è destinato in prima,Primo che di Lavinia in Lazio avraiFiglio postumo a te gia d'anni grave;Ch'alfin da lei fuor de le selve adduttoRe sarà d'Alba, e de gli albani RegiAutore, e padre: e silvj dal suo nomeFian tutti i nostri, che da lui discesiIvi poscia gran tempo imperio avranno.Proca è quei dopo lui, gloria, e splendoreDe la stirpe trojana. E quelli è Capi:E quelli è Numitore: e l'altro appressoE Silvio Enea, che'l tuo nome rinova:E se fia mai, che'l suo regno ricovri,Non sarà men di te pietoso, e forte.Mira che gioventù, mira che forzeMostran solo a vederli. Appo costoroTomo Primo.
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