LIBRO SESTO.Stanco via piu che vinto al fin cadesti.Ed allor io di Reto in su la rivaA l'ombra tua con le mie mani un votoSepolcro eressi: e te gridai tre volte.E'l nome, e l'armi tue riserba ancoraIl loco stesso. Io te dolce signoreNe veder, ne coprir di patria terraAvanti al mio partir mai non potei.Deifobo rispose: ogni pietoso,Ogn'onorato officio, Enea mio caro,Ha l'amor tuo ver me compito a pieno.Ma l'empio fato mio, l'empia, e malvagiaArgiva donna, a tal m'ha qui condotto,E tal di se lasciò memoria al mondo.Ben ti ricorda (e ricordar te'n dei)Di quell'ultima notte, che sì lietaMostrossi in pria, poi ne si volse in pianto.Quando il fatal cavallo il salto feceSopra le nostre mura, e 'l ventre pienoD'armate schiere ne votò fin dentroA l'alta rocca. Allora ella di BaccoFingendo il coro, e con le frigie donneScorrendo in tresca; una gran face in manoSi prese, e diè con essa il cenno a' greci.Tomo Primo.
285