LIBRO SESTO.Così pregava: oh se quel ramo d'oroNe si scoprisse in questa selva intanto,Come n'ha la Sibilla (oimè) pur troppoDi te Miseno annunziato il vero.Ciò disse a pena: ed ecco da traversoDue colombe venir dal ciel volando,Ch'avanti a lui su'l verde si posaro.Conobbe il magno eroe le messaggiereDe la sua madre, e lieto orando: o (disse)Siatemi guide voi materni augelliS'a ciò sentier si truova. Ite per l'auraDrizzando il nostro corso, ov'è de l'ombraDel prezioso arbusto il bosco opaco.E tu madre benigna, in sì dubbiosoPasso, del lume tuo ne porgi aita:E ciò detto fermossi. Elle pascendo,Andando, saltellando, a scosse, a volo,Quanto l'occhio scorgea di mano in manoGiunser, ove d'Averno era la bocca,E'l tetro alito suo schivando; in altoRatto l'ali spiegaro: e dal ciel puroAl desiato loco in giu rivolteSi poſar ſopra a la gemella pianta.Indi tra frondi, e frondi, il color d'oro,
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