268 DELL'ENEIDECombattendo, or la tromba, ed or la lanciaAdoperava: e poi che'l fiero AchilleEttore ancise, come ardito, e fidoSeguì l'arme d'Enea, che non fu puntoInferiore a lui. Stava su'l mareSonando il folle con Tritone a gara,Quando da lui, ch'aschio sentinne, e sdegno,(Se creder dessi) insidiosamenteTratto giù da lo scoglio, ov'era assiso,Fu ne l'onde sommerso. Al corpo intornoConvocati gia tutti; amaro pianto,Ed alte strida insieme ne gittaro:E piu de gli altri Enea. Poscia seguendoQuel ch'era lor da la Sibilla imposto,Gli appreſtaron l'eſſequie. Entrar nel boſcoDi fere antico albergo, ed elci, ed orni,E frassini atterrando; alzar gli altari,Poser la tomba, fabricar la pira,E la spinſero al cielo. Il frigio duceFra le sue schiere di bipenne armatoA par de gli altri, e piu di tutti ardenteDi propria mano adoperando, a l'opraEssortava i compagni: e fra se stessoPensoso, inverso il bosco il guardo inteso,
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