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LIBRO SESTO.Saran veracemente, e formidabili.Verranno i teucri al regno di Lavinio:Di ciò t'affido. Ma ben tosto d'esserviSi pentiranno. Guerre, guerre orribiliSorger ne veggio, e pien di sangue il Tevere.Saravvi un'altro Xanto, un'altro Simoi;Altri greci, altro Achille, chè progenieAncor egli è di Dea. Giuno implacabileAllor piu ti sarà; chè supplichevoleAndrai d'Italia a quai non terre, o popoliD'aita mendicando, e di sossidj?E fian di tanto mal di nuovo origineD'esterna moglie esterne sponsalizie.Ma'l tuo cor non paventi, anzi con l'animoSupera le fatiche, e gl'infortunj.Chè tua ſalute ancor da terra argolica(Quel che men credi) avrà lume, e principio.Questi intricati, e spaventosi dettiDal piu reposto loco alto mugghiandoLa cumèa profetessa, empiea lo specoD'orribil tuoni. E come il suo furoreEra da Febo raffrenato, o spinto,O dal suo raggio avea barbaglio, o lume;Così miste le tenebre col veroR iiij
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