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1 (1760) (1760)
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248
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DELL'ENEIDE248De l'imperio di Giove, e de' ricordiDel caro padre incontinente avvisa,E'l suo parer ne porge. In un momentoSi propon, si consulta, e s'essequisce.Aceſte non recuſa: e gia deſcrittiI nomi de le madri, de gl'infermi,E de le genti, che mistiero, o curaAvean piu di riposo, che di lode.Essi pochi, ma scelti, e guerrier tutti,Rivolti a risarcir gli adusti legni,Rinovaron le sarte, i remi, i banchi,E ciò che'l foco avea corroso, ed arso.Enea de la città le mura intantoInsolca, e i lochi assegna: e parte Troja,E parte Ilio ne chiama: e Re n'appellaIl buon trojano Aceste. Ei lieto il carcoNe prende: indìce il foro: elegge i padri,Ode, giudica, e manda. Allora in cimaDe l'ericino giogo il gran delubroSurse a Venere idalia. E i sacerdotiGli s'addissero in prima. Allor s'aggiunseAl tumulo d'Anchise il sacro bosco.Avea gia nove dì fatti solenni