238 DELL'ENEIDEIndi a cacciarsi, a rincontrarsi, a porsiIn varie assise, ad uno, ad uno, a molti,A tutti insieme, a far volte, e rivolte,E giri, e mischie in piu modi si diero:Or fuggendo, or seguendo; or come infesti,Or come amici. In quante guise a zuffaSi viene in campo; in quante si discorrePer le molte intricate, e cieche stradeDel labirinto, che si dice in CretaEsser costrutto, in tante s'aggiraro,Si confuſero inſieme, e ſi ſpartiroDe' teucri i figlj. E tali anco i delfiniPer l'Jonio scherzando, e per l'EgeoFan giravolte, e scorribande, e tresche.Questi torniamenti, e queste giostreRinovò poscia Ascanio, allor ch'eresseAlba la lunga: appresongli i latini,Gli mantenner gli albani. E d'Alba a RomaFur trasportati, e vi son oggi, e comeE l'uso, e Roma, e i giuochi derivatiSon da' trojani: hanno or di Troja il nome.Questi eran fino a qui del santo vecchioCelebrati al sepolcro onori, e ludi;Allor che la fortuna a i teucri infida
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