LIBRO QUINTO.Era nato di Tracia, d'un mantelloVario, balzan d'un piè, stellato in fronte.Ati fu l'altro. Onde i latini an datoNome a l'Attia famiglia. Un fanciul caroAl garzonetto Julo. Julo il terzo,Ma di bellezza, e di valore il primo,Cavalcava un corſier, che ſorianoEra di razza; e da la bella DidoL'avea per un ricordo, e per un pegnoDe l'amor suo. Gli altri fanciulli tuttiEran d'Aceste in su' cavalli assisi.Con gran letizia, e con gran plauso i teucriGli ricever, come che timidettiFossero in prima: e le sembianze in loroAvvisaro, e'l valor de' padri stessi.Poscia che passeggiando al circo intornoGirarsi in lenta, e graziosa mostra,Si dispoſero al corſo. E mentre accoltiSe ne stavano a ciò schierati in filaDa l'un de' capi; Epitide da l'altroDiè lor col suon de la sua sferza il cenno.Corsero a tre per tre, pari, e disgiuntiL'una ſchiera da l'altra: e rivolgendoTornar di dardi, e di saette armati.
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