236 DELL'ENEIDESi ſpinga avanti, ſe le ſchiere in puntoHa de' fanciulli: e ch'armeggiando onoriLa memoria de l'avo. Impone intanto,Che la gente s'apparti: e 'l circo tuttoQuanto è largo si sgombri, e quanto è lungo.Gia ſi mettono in via; gia nel conſpettoVengon de' padri i pargoletti eroiSu frenati destrier lucenti, e vaghi.Solo a veder gli abbigliamenti, e i gestiNe ſta di Troja, e di Sicilia il volgoMeraviglioso, e ne gioisce, e freme.Parte ha di loro una ghirlanda in testa,E sotto accolto, e raccorciato il crine.Parte ha l'arco, e 'l turcasso, e d'oro un fregioChe da le spalle attraversando il pettoSe'n va di serpe attorcigliato in guisa.Eran tutti in tre schiere: avean tre duciE ciascun duce conducea di loroTre volte quattro: e'n tre luoghi spartitiFacean pomposa, ed ordinata mostra.L'una de le tre schiere avea per capoPriamo novello, di Polite il figlio,E di cui nome avea nipote illustre.Grand' acquisto d'Italia. Il suo destriero
Einzelbild herunterladen
verfügbare Breiten