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1 (1760) (1760)
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235
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LIBRO QUINTO.Solo Enea per sinistro, e per infaustoNon l'ebbe, e'l vecchio Aceste che giojosoEra di ciò, giojosamente accolse,E molti doni appresentogli, e disse:Prendi (padre) da me, questi che scevriDa gli altri onori a te destina il cieloCon questi auspicj, e questa coppa in prima,Un de' piu cari a me paterni arredi,E caro, e prezioso al padre mioE per l'intaglio, e per la rimembranzaDel buon Re Cisso, che fra gli altri doniQuesto in Tracia gli diè pegno, e ricordoDe l'amor suo. Così dicendo, il fronteGli ornò di verde alloro, e dichiarolloVincitor primo. Ne di ciò sentissiIl buon Eurizio offeso, ancor ch'ei soloFosse de la colomba il feritore.Di lui fu poſcia il guiderdon ſecondo;Chi recise la corda, ottenne il terzo:E l'ultim'ebbe chi confisse il legno.Non era ancor questa contesa al fine;Quando in diſparte Epitide chiamando,Un che di Julo era custode, e guida,Và (gli disse a l'orecchio) e fà ch'Ascanio

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