Druckschrift 
1 (1760) (1760)
Entstehung
Seite
226
Einzelbild herunterladen
 

226 DELL'ENEIDEPer tal da tutti avuto, e tal comparsoIn su la lizza altero, ed orgoglioso,Squassò la testa; ei grandi omeri ignudo,Le muſcoloſe braccia, e'l corpo tuttoBrandì piu volte, e menò colpi a l'aura.Cercossi un pari a lui, ne fu tra tantiChi riſpondeſſe, o che di ceſto armatoS'appresentasse. Ond'ei lieto, e sicuroCome d'ogni tenzon libero fosse;Al toro avvicinossi: e'l destro cornoCon la sinistra sua gli prese, e disse:Signor, poiche non è chi meco ardiſcaDi stare a pruova; a che piu bado? E quantoBadar piu deggio? Or che'l pregio è mioPerch'io meco l'adduca. A ciò fremendoAssentirono i teucri: e gia co'gridiDe l'onor lo facean degno, e del dono;Quando verso d'Entello il vecchio AcesteSiccome gli era in un cespuglio a canto,Si volſe, e rampognando: ah (diſſe) EntelloTu ſei pur fra gli eroi de' noſtri tempiIl piu noto, e'l piu forte; e come soffri,Ch'un gradito pregio or ti ſi tolgaSenza contesa? Adunque è stato in vano