198 DELL'ENEIDEAffrettò di morire. E Barce in primaVistasi intorno, una nutrice anticaDel suo Sichèo (chè la sua propria in TiroEra cenere gia) cara nutriceLe disse: và, mi chiama Anna mia suora,E le dì che solleciti; e che l'ondaDel fiume, e l'ostie, e i suffumigj adduca,E ciò ch'è d'uopo (come pria le dissi)A prepararmi: chè finire intendoIl sacrificio, ch'a Plutone infernoSolennemente ho di gia fare impreso:Per fine imporre a i miei gravi martiri,E dar foco a la pira, ov'è l'imagoDi quell'empio trojano. A tal precettoMossa la vecchiarella a suo potereLentamente affrettossi ad esseguirlo.Dido nel suo pensiero immane, e fieroFieramente ostinata, in atto primaDi paventosa, poi di sangue infetteLe torve luci, di pallore il volto,E tutta di color di morte aspersa,Se n entrò furiosa, ove secretoEra il suo rogo a l'aura apparecchiato.Sopra vi salse. E la dardania spada
Einzelbild herunterladen
verfügbare Breiten