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1 (1760) (1760)
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194
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DELL'ENEIDE194A dire imprese è volta. E tu non fuggi,Mentre fuggir ti lece? A mano, a manoDi legni travagliar vedrassi il mare,Di fochi il lito, e di furor le gentiIncontra a te, se tu qui'l giorno aspetti.Via di qua tosto: le vele a venti;Femina è cosa mobil per natura,E per diſdegno impetuoſa, e fera.E qui tacendo, entrò nel bujo, e sparve.Enea preso da subito spaventoDestossi, e fe' destar la gente tutta:Via compagni dicendo, a i banchi, ai remiCh'or d'altro uopo ne fa, che di riposo;Fate vela, sciogliete: chè di nuovoPrecetto ne si fa dal cielo, e fretta.Ecco qual tu ti sia, messo celeste,Che'l tuo detto seguiamo. E tu benignoN'aita, e'l cielo, e'l mar ne rendi amico.Ciò detto il ferro strinse, e fulminandoDel suo legno la gomina recise.Così fer gli altri, e col medesmo ardoreTutti insieme sciogliendo, travasando,E spingendosi in alto, in un momentoLasciaro il lito; e'l mar da i legni ascoso