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1 (1760) (1760)
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LIBRO QUARTO.Ah muor piu tosto, come degnamenteAi meritato. E pon col ferro fineAl tuo grave dolore. Ah mia sorellaTu sei prima cagion di tanto male;Tu vinta dal mio pianto, in queſt' angoſciaM'ai poſta, e data ad un nemico in preda:Che devea vita ſolitaria, e feraMenar piu tosto, che commetter falloSì dannoso, e sì grave, e romper fedeAl cener di Sicheo. Questi lamentiUſcìan del petto a l'affannata Dido;Quando gia di partir fermo, e paratoEnea, per riposar pria che sciogliesse,S' era a dormir ſopra la poppa agiato:Ed ecco un'altra volta in sonno avantiDel medesmo celeste messaggieroGli appar l'imago, con quel volto stesso,Con quel color, con quella chioma d'oroCon che lo vide pria giovine, e bello;E da la ſteſſa voce udir le parve:Tu corri Enea sì gran fortuna, e dormi?Non ſenti qual ti ſpira aura ſeconda?Dido cose nefande ordisce, ed osa,Certa gia di morire: e d'ira accesa,Tomo Primo.

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