LIBRO QUARTO.Papaveri composto un suo miscuglio,Promette con parole, e con malìeAltri ſcior da l'amore, altri legareCom'a lei piace: distornare i fiumi,Ritrar le ſtelle, e convocar per forzaLe notturne fantaſme. Udrai la terraMugghiar sotto a' tuoi piè. Vedrai da' montiCalar gli orni, e le querce. Io per gli Dei,Per te, per la tua vita a me sì cara,Ti giuro, suora mia, che mal mio gradoM'adduco a questi magici incantesmi:Ma gran forza mi spinge. Or và sorella,Scegli per entro a le mie ſtanze un luogoIl piu remoto, e ſolo a l'aura eſpoſto.Ivi ergi una gran pira, e vi conduciL'armi, ch'a la mia camera sospeseLasciò quel disleale, e quelle spoglieTutte, e quel letto, ov'io (lassa) perii.In somma ogni suo arnese. Chè la magaCosì m'impone, e vuol ch'ogni memoria,Ogni segno di lui si spenga, e pera.Così detto, si tacque. E di palloreTutta si tinse. Non però s'avvideAnna, che sotto a' nuovi sagrificj
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