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1 (1760) (1760)
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177
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LIBROQUARTO.Tra' piu fieri aquiloni a l'onde esporti,Crudele. Or che faresti se straniereNon ti fosser le terre; ignoti i lochiChe tu procuri? E che fareſti quandoFusse ancor Troja in piede? A Troja andrestiDi questi tempi? E me lasci, e me fuggiDeh per queste mie lagrime, per quelloChe tu de la tua fè pegno mi desti(Poiche a Dido infelice altro non restaCh'a se tolto non aggia) per lo nostroMarital nodo; per l'imprese nozze,Per quanti ti fei mai, se mai ti feiComodo, o grazia alcuna: o s'alcun dolceAvesti unqua da me; ti priego ch'abbiPietà del dolor mio, de la ruinaChe di ciò m'avverrebbe. E (se piu luogoAn le preci con te) che tu del tuttoLasci questo pensiero. Io per te sonoIn odio a Libia tutta, a' suoi tiranni,A' miei tirj, a me stessa. Ho gia macchiataLa pudicizia: e (quel che piu mi duoleHo perduta la fama, ond'io pur dianziSorvolava le stelle. Or come in predaSola a morte mi lasci ospite mio?Tomo Primo.M

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