LIBRO QUARTO.Divenne il trojan duce; il gran precetto,E chi'l portava, e chi'l mandava udendo.Gia pensa di ritrarsi. Ma che modoTerrà con Dido ad impetrar comiato?Con quai parole assalirà, con qualiDisporrà mai la furiosa amante?Pensa, volge, rivolge; in un momentoOr questo, or quel partito, or tutti insiemeVa discorrendo. Ed ora ad un s'appiglia,Ed ora a l'altro. Si risolve al fine:E fatto a se venir Memmo, Seresto,E l'ardito Cloanto; andate (disse)Raunate i compagni. Itene al porto:E con bel modo chetamente l'armeApprestate, e l'armata. E non mostrateSegno di novità, ne di partenza;Intanto io troverò loco opportuno,E tempo accomodato, e destro modo,D'ottener da quest'ottima ReginaChe da lei con dolcezza mi diparta;Nulla sapendo ancor di mia partita,Ne sperando tal fine a tanto amore.A l'ordine d'Enea lieti i compagniObbedir tutti. E prestamente in punto
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