LIBRO QUARTO.Tanto che'l capo infra le nubi asconde.Dicon che gia la nostra madre anticaPer la ruina de' giganti irataContra celeſti al mondo la produſſe,D'Encelado, e di Ceo minor sorella.Mostro orribile, e grande, e d'ali presta,E veloce de' piè, che quante ha piumeTanti ha sotto occhj vigilanti, e tante(Meraviglia a ridirlo!) ha lingue, e bocchePer favellare, e per udire orecchj.Vola di notte per l'oſcure tenebreDe la terra, e del ciel, senza riposoStridendo sempre, e non chiude occhj mai.Il giorno sopra tetti, e per le torriSe'n va de le città ſpiando tuttoChe si vede, e che s'ode; e seminandoNon men che'l bene, e'l vero, il male, e'l falso,Di rumor empie, e di spavento i popoli.Questa giojosa, bisbigliando in prima,Poscia crescendo, del seguito casoMolte cose dicea vere, e non vere.Dicea, ch'un di trojana stirpe uſcitoVenuto era in Cartago: a cui degnataS'era la bella Dido esser congiunta,
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