LIBRO QUARTO.Gli s'aggirano intorno; o quando spaziaPer le piaggie di Cinto a l'aura sparsiI bei crin d'oro, e de l'amata frondeLe tempie avvolto, e di faretra armato;Tal fra la gente si mostrava, e taleEra ne' gesti, e nel sembiante EneaSovra d'ogn'altro valoroso, e vago.Poscia che furo a' monti, e nel piu foltoPenetrar de le selve. Ecco da i balziDe l'alte rupi uscir capri, e camozze,E cervi altronde, che d'armenti in guisaQuaſi in un gruppo ſpaventati a tormeFuggono al piano, e fan nubi di polve.Di ciò giojoso il giovinetto JuloSu'l feroce destrier per la campagnaGridando, e traversando; or quest'arriva,Or quel trapassa, e nel suo core agognaTra le timide belve, o d'un cignaleAver rincontro, o che dal monte ſcendaUn velluto leone. In questa, il cieloMormorando turbossi, e pioggia, e grandineDiluviando d'ogni parte, in fugaAscanio, i teucri, i tirj, ai piu propinquiTetti si ritiraro. E fiumi intantoLiiij
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