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1 (1760) (1760)
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166
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166 DELL'ENEIDEMentre ad uscir fa la Regina indugio.E presto intanto d'ostro, e d'oro adornoIl suo ginnetto, e vagamente fieroRinghia, e sparge la terra, e morde il freno.Esce a la fine accompagnata intornoDa regio ſtuolo, e non con regio arneſe,Ma leggiadro, e ristretto: è la sua vesteDi tirio drappo, e d'arabo lavoroRiccamente fregiata: è la sua chiomaCon nastri d'oro in treccia al capo avvolta,Tutta di gemme come stelle aspersa;E d'oro son le fibie, onde sospesoLe sta d'intorno de la gonna il lembo.Da gli omeri le pende una faretra,Dal fianco un'arco. I frigj, e'l bello JuloLe cavalcano avanti: e via piu bello,Ma di beltà feroce, e graziosa,Le giva Enea con la ſua ſchiera a lato.Qual ſe ne va da Licia, e da le riveDi Xanto, ove soggiorna il freddo invernoA la materna Delo il biondo Apollo,Allor che festeggiando accolti, e mistiInfra gli altari, i driopi, i cretesi,E i dipinti agatirsi in varie tresche