LIBRO QUARTO.Vide da l'alto la saturnia GiunoIl furor di Didone, e tal che fama,E rispetto d'onor piu non l'affrena.Onde Venere assalſe, e'n cotal guiſaDiſdegnoſa le diſſe: una gran lodaCerto, un gran merto, un memorabil nomeTu col fanciullo tuo Ciprigna acquistiD'aver due sì gran Dii vinta una femina.Io so ben, che guardinga, e sospettosaDi me ti rende, e de la mia CartagoIl temer di tuo figlio. Ma fia mai,Che questa tema, e questa gelosiaSi finisca tra noi? Chè non piu tostoCon una eterna pace, e con un ſaldoNodo di maritaggio unitamenteNe restringemo? Ecco ai gia vinto. E vediQuel che piu desiavi. Ama, arde, infuria,Con ogni affetto è verso Enea tuo figlioLa mia Dido rivolta. Or lui si prenda;E noi concordemente in pace abbiamoAmbedue questo popolo in tutela.Ne ti sdegnar, che sì nobil ReginaServa a frigio marito. E ch'ei le gentiN'aggia di Tiro, e di Cartago in dote.L ij
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