LIBRO QUARTO.Ma la terra m'ingoi, e'l ciel mi fulmini;E ne l' abisso mi trabocchi in prima,Ch'io ti violi mai pudico amore.Col mio Sichèo, con chi pria mi giungesti,Giungimi sempre: e'ntemerato, e puroEntro al ſepolcro ſuo ſeco ti ſerba.E qui piangendo, e sospirando tacque.Anna rispose: o piu de la mia vitaSteſſa, amata ſorella: adunque ſolaVuoi tu vedova sempre, e sconsolataPassar questi tuoi verdi, e florid'anni,Che frutto non ne colga, e mai non gustiLa dolcezza di Venere, e'l contentoDe' cari figlj? Una gran cura certoAn di ciò l'ombre, e'l cener de' ſepolti.Abbiti insino a qui fatto rifiuto,E del getulo Jarba, e di tant'altriPossenti, generosi, e ricchi duciPeni, e fenicj, ch'io di ciò ti scusoCom'allor doloroſa, e non amante.Ma poich'ami; ad amor sarai rubella?E ritrosa a te stessa? Ah non sovvientiQual cinga il tuo reame assedio intorno?Com' ha gl'insuperabili getùli
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