146 DELL'ENEIDEAl ciel ruttando insieme il mare, e'l monte,Fiamme, fumo, faville, arene, e schiuma.Qui disse il vecchio Anchise, è forse questaQuella Cariddi? Questi scoglj certo,E questi sassi orrendi Eleno dianziNe profetava. Via, compagni, a' remiTutti in un tempo, e vincitori usciamoD'un tal periglio. Palinuro il primoRivolse la sua vela, e la sua prodaAl manco lato: e ciò gli altri seguendoCon le ſarte, e co'remi in un momentoNe gittammo a sinistra. E'l mar sorgendoPrima al ciel ne sospinse: indi calandoNe l'abisso ne trasse. In ciò tre volteMugghiar sentimmo i cavernosi scogl)E tre volte rivolti in ver le stelleD'umidi spruzzi, e di salata schiumaIl ciel vedemmo rugiadoso, e molle.Eravam lassi: e'l vento, e'l sole insiemeNe mancar sì; che del viaggio incerti,Disavvedutamente a le contradeDe' ciclopi approdammo: è per se stessoA' venti inaccessibile, e capaceDi molti legni il porto ove sorgemmo:
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