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1 (1760) (1760)
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LIBRO TERZO.Ne spingemmo oltre a gli cerauni montiA Butroto vicini, onde a le spiaggieSi fa d'Italia il piu breve tragitto.Gia dechinava il sole, e crescean l'ombreDe' monti opachi: quando a terra voltiCol desire, e co'remi in su la rivaPur n adducemmo, e procurammo a' corpiCibo, riposo, e sonno. Ancor la notteNon era al mezzo, che del suo stramazzoSurse il buon Palinuro. E poscia ch'ebbeCon gli orecchj ſpiati il vento, e'l mare;Mirò le stelle, contemplò l'Arturo,L'Jadi piovose, i gemini Trioni,Ed Orione armato. E visto il cieloSereno, e'l mar sicuro: in su la poppaRecossi, e'l segno dienne. ImmantinenteMovemmo il campo. E quasi in un balenoGiunti, e posti nel mar, vela facemmo.Avea l'aurora gia vermiglia, e ranciaScolorite le stelle, allor che lungeScoprimmo, e non ben chiari, i monti in primaPoscia i liti d'Italia. Italia AcateGridò primieramente. Italia, ItaliaDa ciascun legno, rintonando allegri