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1 (1760) (1760)
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LIBRO TERZO.E questo rito poi sia castamenteDa te servato, e da' nepoti tuoi.Quinci partito, allor che da vicinoScorgerai la Sicilia, e di PeloroTi si discovrirà l'angusta foce;Tienti a sinistra: e del sinistro mareSolca pur via quanto a dilungo intornoGira l'iſola tutta, e da la deſtraFuggi la terra, e l'onde: è fama antica,Che questi or due tra lor disgiunti lochiErano in prima un solo, e che per forzaDi tempo, di tempeste, e di ruine(Tanto a cangiar queste terrene cosePuò de' secoli il corso) un dismembratoFu poi da l'altro. Il mar fra mezzo entrandoTanto urtò, tanto rose, che l'esperioDal sicolo terreno al fin divise:E i campi, e le città, ch'in su le riveRestaro, angusto freto or bagna, e sparte.Nel destro lato è Scilla, nel sinistroE l'ingorda Cariddi. Una voragoD'un gran baratro è questa, che tre volteI vasti flutti regirando assorbe,E tre volte a vicenda gli ributta

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