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1 (1760) (1760)
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136
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136 DELL'ENEIDESarà candida troja, ed arà trentaCandidi figlj a le sue poppe intorno;Allor di questo è 'l segno, e 'l tempo, e'l locoDa fermar la tua sede. E questo è'l fineDe' tuoi travaglj. Or che l'ingorda fameAddur ti deggia a tranguggiar le mense;Comunque avvenga, i fati a ciò darannoOpportuno compenſo: e queſto ApolloInvocato da voi presto saravvi.Queſte terre d'Italia, e queſta rivaVer noi volta, e vicina a i liti nostri,È tutta da nemici, e da malvagGreci abitata, e colta. E però lungeFuggi da loro. I locri di NariziaQui si posaro. E qui ne' salentiniI suoi cretesi Idomeneo condusse.Qui Filottete il Melibeo campioneLa piccioletta sua Petilia eresse;Fuggili dico. E quando anco varcatoSarai di là ne l'altro lito, intentoA sciorre i voti, di purpureo ammantoTi vela il capo: acciò tra i ſanti fochiMentre i tuoi numi adori, ostile aspettoTe co' tuoi ſacrificj non conturbi.