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1 (1760) (1760)
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LIBRO TERZO.Qui mandati da lui vi diciam noi.E noi siam quei, che dopo Troja incensa,Per tanti mari, a tanti affanni, tecoN'uscimmo; e te seguiamo, e l'armi tue.Noi compagni ti siamo: e noi saremo,Ch'a la nuova città, che tu procuriDaremo eterno imperio, e i tuoi nipotiErgeremo a le stelle. Alto ricetto,Tu dunque, e degno de l'altezza loroPrepara intanto: e i riſchj, e le faticheNon rifiutar di piu lontano essiglio.Cerca loro altro ſeggio: ergi altre muraVie piu chiare di queste: chè di CretaNe curiam noi: ne lo ti dice Apollo.Una parte d'Europa è, che da' greciSi disse Esperia, antica, bellicosa,E fertil terra, da gli enotrj coltaPrima Enotria nomossi. Or, com'è fama,Preso d'Italo il nome, Italia è detta;Quest'è la terra destinata a noi.Quinci Dardano in prima, e Jasio usciro,E Dardano è l'autor del sangue nostro.Sorgi dunque, e riporta al padre AnchiseQuel ch'or noi ti diciam, chè diciam vero:

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