116 DELL'ENEIDEAl foco, a' greci, al dispietato Achille.Mostrane chi ne guidi, ove s'indrizziIl nostro corso; e qual fia'l nostro seggio.Co i tuoi piu chiari, e manifesti augurj,Signor, tu ne predici, e tu n'ispira.Avea ciò detto a pena; che repenteIl limitare, il tempio, e'l monte tuttoCrollossi intorno: scompigliarsi i lauri:Aprissi, e da gl'interni suoi ridottiMugghiò la formidabile cortina.Noi riverenti a terra ne gittammo:E'l suon, ch'era confuso a l'aura uscendo,Articolossi; e così dire udissi:Dardanidi robusti, onde l'origineTraeste in prima, ivi ancor lieto, e fertileDi vostra antica madre il grembo aspettavi.Di lei dunque cercate, a lei tornatevi:Ch'ivi sovr' ogni gente in tutti i secoliDomineranno i gloriosi eneadi,E la posterità de gli lor posteri.Ciò disse Apollo, e del suo detto fessiInfra noi gran letizia, e gran bisbiglio:Interrogando, e ricercando ognunoQual paese, quai mura, e qual ricetto
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