in
LIBRO SECONDO. 103Andiam per luoghi solitarj, e bui:E me cui dianzi intrepido, e sicuroVidder de l'arme i nembi, e de gli armatiLe folte schiere; or ogni suono, ogn'auraEmpie di tema: sì geloso fammiE la soma, e 'l compagno. Era vicinoA l'uscir de la porta, e fuori in tutto(Com'io credea) d'ogni sinistro incontro:Quand'ecco d'improviso udir mi sembraUn calpeſtio di gente; a cui rivolto,Disse il vecchio gridando: oh fuggi figlio,Fuggi, chè ne son presso. Io veggio, io sentoSonar gli scudi, e lampeggiare i ferri.Qui ridir non saprei come, ne qualeAyverso nume a me stesso mi tolse.Chè mentre da la fretta, e dal timoreSospinto, esco di strada, e per occulteE non usate vie m'aggiro, e celo;Restai (misero me) senza la miaDiletta moglie, in dubbio, se dal fatoMi si rapisse, o traviata errasse,O pur lassa a posar posta si fosse.Basta ch'unqua dipoi non la rividi:G iiij