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1 (1760) (1760)
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ENE

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LIBRO SECONDO.Siete di sangue, e di vigore interi;Voi vi salvate. A me (s'io pur deveaRestare in vita) avrebbe il ciel serbatoQuesto mio nido. Assai figlio, e pur troppoSon vissuto fin qui, poi ch'altra voltaVidi Troja cadere, e non cadd'io.Fatemi or di pietà gli ultimi uffizj,Iteratemi il vale, e per defuntoCosì composto il mio corpo lasciate:Ch'io troverò chi mi dia morte. Ei greciMedesmi, o per pietate, o per vaghezzaDe le mie spoglie mi trarran di vita,E di miseria. E se d'essequie io manco,Se manco di sepolcro, il danno è lieve.Da l'ora in qua son'io visso a la terraDisutil peso, ed al gran Giove in ira,Chè dal vento percoſſo, e da le fiammeFui del folgore suo. Ciò memorandoStava il misero padre a morte additto,E d'intorno gli er'io, Creusa, Julo,La casa tutta con preghiere, e piantistringendolo a salvarsi: a non trar secoOgni coſa in ruina: a non offrirſiTomo Primo.