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1 (1760) (1760)
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DELL ENEIDE96Che d'alto monte in precipizio cadeUn orno antico; i cui rami pur dianziFacean contrasto a' venti, e scorno al sole:Quando con molte accette al ſuo gran troncoStanno i robuſti agricoltori intornoPer atterrarlo, e gli dan colpi a gara;Da cui vinto, e dal peso, a poco a pocoCrollando, e balenando, il capo inchina:E stride, e geme, e dal suo giogo al fineO con parte del giogo si diveglie,O si scoscende: e ciò che intoppa urtando;Di suono, e di ruina empie le valli.Allor diſceſi: e la materna ſcortaSeguendo; da' nemici, e da le fiammeMi rendei salvo. Chè dovunque il passoVolgea; cessava il foco, e fuggian l'armi.Poi ch'io fui giunto a la magione anticaDel padre mio; di lui prima mi calse,E del suo scampo. E per condurlo a' montiM'apparecchiava: quand'ei disse: o figlioIo decrepito, io misero, ch'avanziA i dì de la mia patria? Io posso, io deggioSopravivere a Troja? E fia ch'io soffraSì vile esiglio? Voi che ne' vostri anni

Siete