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1 (1760) (1760)
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III.LIBRO SECONDO.Come fiero Nettuno infin da l'imoLe mura, e i fondamenti, e'l terren tuttoCol gran tridente suo sveglie, e conquassa.Vedi qui su la porta, come GiunoeInfuriata a tutti gli altri avantiAdi Si sta cinta di ferro? E da le naviLe schiere d'Argo a i nostri danni invita.Vedi poi colà su Pallade in cimaGA l'alta rocca, entro a quel nembo armata,iCon che lucenti, e spaventosi lampiIl gran gorgone suo discopre, e vibra.Che piu? Mira nel ciel, chè Giove stessoSomministra a gli argivi animo, e forza,E'ncontro a le vostre armi a l'arme incitaGli eterni Dei. Cedi lor figlio, e fuggi,Poich'indarno t'affanni. Io sarò tecoOvunque andrai, sì; che securamenteTi porrò dentro a' tuoi paterni alberghi.Così disse. E per entro a le folt' ombreDe la notte s'ascose. Allor vid'io,Gl'invisibili aspetti: e i fieri voltiDe' numi a Troja infesti. E Troja tuttaIn un sol foco immersa, e fin dal fondoSottosopra rivolta; in quella guisa,

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