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LIBRO SECONDO.(Dicea meco) impunita, e trionfanteRitornerà la scellerata in Argo?E Regina vedrà Sparta, e Micene?Goderà del marito, de parenti,De' figlj suoi? Farà pompe, e grandezze,E d'Ilio avrà per serve, e per ministriL'altere donne, e i gran donzelli intorno?E qui Priamo sarà di ferro anciso,E Troja incensa: e la dardania terraDi tanto sangue tante volte aspersa?Non fia così. Chè se ben pregio, e lodeNon s' acquista a punire, o vincer donna:Io lodato, e pregiato assai terrommiSe ſi dirà, ch'aggia d'un moſtro talePurgato il mondo. Appagherommi almenoDi sfogar l'ira mia. VendicherommiDe la mia patria. E col fiato, e col sangueDi lei placherò l'ombre, e farò sazieLe ceneri de' miei. Ciò vaneggiando,Infuriavo; quand'ecco una luceM'aprìo la notte: e mi scoverse avantiL'alma mia genitrice, in un sembianteNon come l'altre volte in altre formeMentito, o dubbio, ma verace, e chiaro,
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