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1 (1760) (1760)
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DELL'ENEIDE44E trar volea da Troja il suo legnaggio.Voi da me dunque amico, e fido ospizioGiovini arete. E me fortuna ancoraA la vostra simile, ha similmentePer molti affanni a questi luoghi addotta;Sicchè natura, e ſofferenza, e pruovaDe' miei ſteſſi travaglj ancor me fannoPietosa, e sovvenevole a gli altrui.Ciò detto; Enea corteſemente adduceNe la sua reggia. In ogni tempio indiceFeste, e preci solenni. Ordina appressoChe si mandino al mar venti gran tori,Cento gran porci, cento grassi agnelliCon cento madri, e ciò che a suoi compagniPer vitto, e per letizia è di mestiero;Dentro al real palaggio realmenteDe' piu gentili, e ſontuoſi arneſiIl convito, e le stanze orna, e prepara;Cuopre d'ostro le mura, empie le menſeD'argento, e d'oro, ove per lunga serieSon de' padri, e de gli avi i fatti egregiEnea, cui la paterna tenerezzQuetar non lascia; a le sue navi innanziRatto spedisce Acate; che di tutto