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1 (1760) (1760)
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LIBRO PRIMO.Mi saran sempre, ovunque io sia, d'avanti.Ciò detto, lietamente a' suoi rivolto,Al caro Ilionèo la destra porse,La sinistra a Seresto: e poscia al forteCloante, al forte Gìa. L'un dopo l'altroTutti gli ſalutò. Stupì DidoneNel primo aspetto d'un nuovo caso,E d'un'uom tale. Indi riprese a dire:Qual forza, o qual destino a tanti riſchjT'hanno in strani, in feri paesiEsposto, o de la Dea famoso figlio?E sei tu quell'Enea, ch'in su la rivaDi Simoenta il gran dardanio AnchiseDi Venere produsse? Io mi ricordoQuel che n inteſi gia da Teucro, quandoFuor di sua patria il suo padre fuggendoNuovi regni cercava. Egli a SidoneVenne in quel tempo a dar sossidio a Belo.Belo mio padre allor facea l'impresa,E'l conquisto di Cipro. Infin da l'oraIo del caso di Troja, e del tuo nome,E de l'oste de' greci ebbi notizia.Ed ei, ch'era rio nimico vostroCelebrava il valor di voi trojani.

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