DELL'ENEIDE42Se di fin' oro gli circonda, e fregia.Cotal comparſo d'improvviſo, a tuttiSi fece avanti a la Regina, e disse:Quegli, che voi cercate Enea trojano,Son qui, dal mar ritolto. A te ricorroVera Regina; a te ſola pietoſaDe le noſtre ineffabili fatiche.Tu noi rimasti al ferro, al foco, a l'ondeD'ogni strazio bersaglio, d'ogni cosaBisognosi, e mendici, nel tuo regno,E nel tuo albergo umanamente accogli,A renderti di ciò merito egualeBastante non son'io, ne foran quantiDe la gente di Dardano discesiVanno per l'universo oggi dispersi.Ma gli Dei (s'alcun Dio de' buoni ha cura,Se nel mondo è giustizia, se si truovaChi d'altamente ad operar s'appaghe)Te ne dìan guiderdone. Età felice,Avventurosi genitori, e grandiChe ti diedero al mondo. Infin ch'i fiumiSi rivolgono al mare; infin ch'a' montiSi giran l'ombre; infin, ch'ha stelle il cielo,I tuoi pregj, il tuo nome, e le tue lodi,
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