NEIDEelxxLanconeminnguseffertferarokerno:core.
LIBRO PRIMO.Ove il carro, gli arnesi, e'l corpo stessoVede d'un tanto amico. Ed un Re tale,Che solo, e disarmato, e supplichevoleStassi a l'ucciditor del figlio avanti.Vi riconobbe ancor se stesso, ov'eraA dura miſchia incontro a' greci eroi.Riconobbe lo stuol, che d'orienteAddusse de l'Aurora il negro figlio;E lui raffigurò, che di VulcanoAvea l'usbergo, e l'armatura in dosso.Scorge d'altronde di lunati scudiGuidar Pentesilea l'armate ſchiereDe l'amazzoni sue, Guerriera ardita,Che succinta, e ristretta in fregio d'oroL'aduſta mamma; ardente, e furioſaTra mille, e mille, ancor che donna, e vergineDi qual sia cavalier non teme intoppo.Stava da tante meraviglie ad unaSola vista ristretto, attento, e fisoEnea pien di vaghezza, e di stupore:Quando ecco la Regina accompagnataDa real corte, con real contegnoEntro al tempio bellissima comparve.Qual ſu le ripe de l'Eurota ſuoleC
3