DELL'ENEIDE32Mura di marmo avea; colonne, e fregiDi mischi, e gradi, e travi, e soglie, e porteDi riſonante, è ſolido metallo.Qui si ristette Enea: qui vidde cosa,Che tema gli scemò, speme gli accrebbe;E di pace affidollo, e di salute.Chè mentre in aspettando la Regina,Ch'ivi s'attende, la città vagheggia;Mentre nel tempio l'apparato, e l'opre,E'l valor de gli artefici contempla;A gli occhj una parete gli s'offerse,In cui tutta per ordine dipintaEra di Troja la famosa guerra.E conoſciuti a le fattezze contePrima il trojano Re, poſcia l'argivoE'l fero d'ambidue nemico Achille;Fermossi: e lagrimando, oh, disse, AcateMira fin dove è la notizia giuntaDe le nostre ruine. Or quale ha'l mondoLoco, che pien non sia de' nostri affanni?Ecco Priamo, ecco Troja: e qui ſi pregiaAncor virtù. Chè ferità non regnaLà ve umana miſeria ſi compiange.Or ti conforta, chè tal fama ancora
Di