EXELrubechele basilorto cmen, che tespostepiendoquando:
LIBRO PRIMO.Scacciano i fuchi, ingorde bestie, e pigre,Che solo intente a logorar l'altrui,De le conserve lor si fan presepi,Allor che l'opra ferve, allor che'l meleSparge di timo d'ogn'intorno odore.O fortunati voi, di cui gia sorgeIl desiato seggio, Enea dicendo,A parte, a parte lo contempla, e loda.Arriva intanto a la muraglia, e chiusoNe la sua nube (meraviglia a dirlo)Tra gente, e gente va, che non è visto.Era nel mezzo a la cittade un boscoDi ſacro rezzo, e grato: ove ſoſpintiDa la tempesta capitaro i PeniPrimicramente. E nel fondar trovaroQuel che pria da Giunon fu lor predettoDi barbaro destrier teschio fatale,La cui sembianza imagine, e presagioFu poi, che quella gente, e quella terraSaria per molte età ferace, e fera.Qui fabricava la sidonia DidoUn gran tempio a Giunone: il cui gran numeE i doni, e la materia, e l'artificioLo facean prezioso, e venerando.