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1 (1760) (1760)
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EID:LIBRO PRIMO.Di non mai piu vederla. Or questo è'l pregioChe si deve a pietade? E questo è'l regnoChe da te, padre mio, ne ſi prometteSorrise Giove. E con quel dolce aspettoCon che'l ciel rasserena, e le tempeste,Rimirolla, basciolla, e così dissele:Non temer Citerea: chè saldi, e certikneStanno i fati de' tuoi. S'adempirannocorsoLe mie promesse: sorgeran le torriDe nuova Troja: vederai le muraopra Di Lavinio: porrai qui fra le stellesiume Il magnanimo Enea. Chè ne'l destinotve qe In ciò si cangiera, ne'l mio consiglio.gab Ma per trarti d'affanni, io te'l diròfrange. Più chiaramente; e scoprirotti intantoDe' fati i più reconditi secreti.Figlia, il tuo figlio Enea tosto in ItaliaSarà, farà gran guerra, vincerà;Domerà fere genti, imporrà leggi,Darà costumi, e fonderà città.E di gia vinti i rutoli, tre verni,E tre stati regnar Lazio vedrallo.Ascanio giovinetto, or detto JuloEd Ilo prima infin ch'Ilio non cadde,

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