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1 (1760) (1760)
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14DELL'ENEIDEStava mirando, s'alcun legno fossePer alcun luogo apparso, o quel d'Antèo,O quel di Capi, o pur quel di Caico,Ch'in poppa avea la piu sublime insegna.Niun ne vide: ma ben vide errandoGir per la ſpiaggia tre gran cervi, e dietroD'altri minori innumerabil torma,Ch'in ſembianza d'armenti empiean le valli.Fermossi, e pronto a cotal uso avendoL'arco, e'l turcasso, (chè quest'armi appressoGli portava mai sempre il fido AcateDiè lor di piglio. E saettando primaI primi tre, che piu vide altamenteErger le teste, e inalberar le corna;Contra al volgo ſi volſe, e'l lito, e'l boſcoOvunque gli ſcorgea, fulgurò tutto.Ne cacciò, ne ferì, strage ne feceA suo diletto; ne si vide primaSazio, che come sette eran le navi,Sette non ne vedeſſe a terra ſteſi.In queſta guiſa ritornando al portoGli ſpartì parimente a' ſuoi compagni.E con essi del vin che'l buon AcesteA l'uscir di Sicilia in don gli diede,